È il momento. Quello atteso da giorni, costruito punto su punto, sotto il cielo di Imola e i riflettori accesi della Volta. In campo il meglio che il torneo potesse offrire. Da una parte i Simone nel Cuore, in bianco, con Flavio Gay, Crespi, Lovato, Valentini, Bialkowski e Pirazzini. Dall’altra, i Lievitati, in nero, schierando Ranuzzi, Corcelli, Magagnoli, Morara e Alberti. Una finale già leggenda, prima ancora di cominciare.
L’atmosfera è elettrica, il playground è pieno. E la partita parte subito forte: alley-oop di Lovato, pubblico in delirio. Ma i Lievitati rispondono da campioni. A tre minuti dall’inizio è già 3-10 per loro. Flavio Gay prova a riavvicinare i suoi con un’invenzione allo scadere del primo timeout, ma sono Ranuzzi e Corcelli a prendere in mano la scena: un canestro da 4, un silenzio sospeso, e poi l’esplosione. La maglia nera prende il controllo.
È la finale che volevamo. Quella che ci meritavamo. Sporca, intensa, dura. I Lievitati giocano con un’energia superiore, Simone nel Cuore ci prova ma non trova continuità. A metà gara è 29-16 per i Lievitati, che sembrano già padroni della serata.
Nel secondo tempo, Gay segna dalla lunetta ma la reazione non arriva. I Lievitati piazzano l’allungo definitivo. Morara è un muro, non passa niente sotto canestro. Ranuzzi e Corcelli allungano fino al +16, i centimetri e la fisicità si fanno sentire. Cresce la tensione, qualche protesta, ma il verdetto non cambia. L’ultimo colpo è ancora di Corcelli, che mette dentro l’ennesimo tiro da 4 della sua partita e chiude i giochi sul 51-23. Batman pone fine al match.
I Lievitati sono i campioni del Playground Volta 2025. Hanno vinto la finale, ma prima ancora hanno vinto il rispetto di tutti. Una squadra compatta, lucida, precisa. Un gruppo che ha saputo salire di livello quando contava davvero. La Volta li applaude. La Volta li incorona.
E mentre si spengono le luci sull’ultima serata, resta negli occhi e nei cuori di tutti il ricordo di quattro giorni di basket intensi, sudati, veri. Tra schiacciate, triple allo scadere e la voglia continua di ritrovarsi.
Perché questo torneo è anche — e soprattutto — una comunità che si stringe intorno al playground, che tifa, ride, si emoziona. Appuntamento all’anno prossimo: nuove sfide, stesso playground. Qui si gioca sul serio.